Filosofia Comparata – Lezione 1

Filosofia Comparata – Lezione 1

Filosofia Comparata – Lezione 1 (File Pdf)

Introduzione alla Filosofia Comparata (1)

Nel modulo de “Il ruolo della religione nella vita” (consigliamo ai neo-iscritti la lettura del modulo) abbiamo elaborato un sistema ordinatore per quanto concerne la mente e i suoi campi di competenza, abbiamo a tal scopo proposto quattro schemi in cui abbiamo ordinato le questioni riguardanti la mente, il cuore, i sensi e le membra. Ora, per ricordare le capacità e i limiti della nostra mente, proponiamo un sistema ordinatore dell’intelletto e di ciò che lo concerne.

Quando prestiamo attenzione al sistema ordinatore, possiamo comprendere in modo preciso i limiti della nostra mente e le sue necessità nei vari campi, così da poter soddisfare le necessità stabilendo legami corretti con gli altri enti.

Riassunto delle lezioni precedenti

Nelle lezioni del modulo “Il ruolo della religione nella vita” abbiamo spiegato che l’essere umano, per poter raggiungere la sua perfezione esistenziale (salute-beatitudine), deve sapere di cosa necessita e deve possedere sufficiente motivazione per ottenere ciò di cui ha bisogno, inoltre deve avere a disposizione i metodi e le vie di collegamento necessari per giungere alla sua realizzazione esistenziale e infine dev’essere in grado di metterli in pratica. Ognuno degli aspetti legati al campo della mente, del cuore, dei sensi e delle membra sono o di tipo “accessibile” a noi con le nostre sole capacità o “non accessibile”, il tipo “accessibile” a sua volta si suddivide in “accettabile” o “non accettabile”, e il tipo “non accessibile con le nostre sole capacità” in “accessibile con aiuto” o “sfuggente”.

Vogliamo ora proporre un sistema ordinatore di ciò che concerne l’intelletto (che abbiamo in precedenza spiegato essere un elemento diverso dalla mente).

Introduzione al sistema ordinatore dell’intelletto

L’essere umano non è composto solo di mente, cuore, sensi e membra, ciò che caratterizza principalmente la sua identità è l’intelletto. Immaginate un’automobile: il suo GPS e i fari possono essere paragonati al ruolo della mente nell’essere umano, il motore è come il cuore ciò che produce energia e motivazione, il sistema che mette in contatto le varie parti dell’automobile può corrispondere ai sensi e i vari componenti dell’automobile che le permettono di muoversi alle membra del corpo umano. L’automobile non ha bisogno di nient’altro? L’automobile è completa, tuttavia per arrivare a destinazione necessita di un conducente. Definiamo il conducente, il quale ovviamente è altro rispetto all’automobile, ed è altro rispetto alla “mente, cuore, sensi e membra” dell’automobile, intelletto. L’intelletto siamo noi stessi, cui spesso non prestiamo attenzione, l’intelletto ha tutto il resto a propria disposizione, proprio come il conducente che ha l’automobile a completa disposizione. Quindi l’intelletto è il nucleo esistenziale dell’essere umano, dal quale dipende anche il suo valore, il suo valore non dipende quindi dalla sua mente, cuore, sensi o membra. L’attività dell’intelletto è quella di “intelligere” per raggiungere la perfezione.

Che cosa fa l’intelletto (“il conducente”)?

1- Presta o non presta attenzione: è un’azione molto complessa, quando qualcuno è smarrito, può egli stesso fare in modo di prestare attenzione a se stesso? Come se un individuo fosse addormentato e volesse svegliarsi, può svegliarsi da solo? Dovrebbe essere allo stesso tempo sia addormentato, da voler svegliarsi, sia essere sveglio da poter svegliare se stesso.

2- Elabora l’intenzione e in seguito prende la decisione di compiere un’azione buona o cattiva: un intelletto che non è smarrito, per compiere un’azione buona o cattiva, elabora un’intenzione, in seguito, valutando le capacità e gli eventuali ostacoli, prende una decisione. È l’essere umano che decide di compiere un’azione buona o cattiva, non la sua mente (il GPS dell’auto), la mente ci aiuta a comprendere quali sono le azioni probe in determinate condizioni, tuttavia intraprendere queste azioni è una scelta del nostro Io.

3- Gestisce la mente, il cuore, i sensi e le membra per comprendere e soddisfare i bisogni: ciò avviene in due modi, il primo è quello di ordinare in questa successione i vari livelli della mente, del cuore, dei sensi e delle membra, infatti la mente antecede il cuore, il cuore i sensi e i sensi le membra e questo ordine non dev’essere cambiato. Il secondo modo è quello di equilibrare lo sforzo di ogni campo: per esempio la mente non dev’essere riempita di lavoro portandola a immagazzinare più dati di quelli necessari, oppure cuore e sensi non devono esagerare, o le membra diventare deboli e non essere quindi in grado di compiere le azioni (avrebbe senso mettere il motore di un aeroplano su un’automobile?)

4- Esprime o non esprime gratitudine: dopo aver gestito e compiuto l’azione, il “direttore” cioè l’intelletto deve assumere un comportamento appropriato nei confronti dell’azione e di coloro che ne hanno influenzato l’esecuzione, per esempio essere grato delle varie benedizioni che hanno influenzato la realizzazione dell’azione. Di qualsiasi tipo sia la reazione, avrà una conseguenza rinforzante o indebolente particolare sia rispetto all’intelletto stesso sia rispetto alle benedizioni e agli altri componenti (mente, cuore, sensi e membra).

Se tutto ciò che abbiamo spiegato non incontra ostacoli e viene compiuto correttamente, è stata compiuta quella che definiremo un’unità di intelligere, e ci saremo avvicinati di un’unità al nostro fine che è la salute-beatitudine. Riflettere è invece l’azione della mente che consiste nel suo “muoversi” da quello che conosce per scoprire quello che ignora, è quindi chiaro che l’intelletto è altro rispetto alla mente e intelligere altro rispetto a riflettere.

Domande

1Spiegate con un esempio che cos’è l’intelletto.

2- Elencate le attività dell’intelletto e spiegate il suo ruolo nel gestire gli altri componenti.